.... per dare espressione al mio volto, qualche pensiero mio e di qualcuno a cui amerei ispirarmi:

 

 _____________________________

..... cerco un Dio che mi chieda di pensare, non di credere soltanto ....

… per l’impossibilità che ha la ragione di dimostrare l’inesistenza dell’inesistente ogni uomo può crearsi la certezza dell’esistenza di un essere trascendentale che vive in un mondo che è al di fuori della materia ….

Perché è rassicurante credere che ci sia una “regia” che ci osserva, che ci premia o ci condanna: non essere soli nell’abisso …

 

 _____________________________

 

… non è credibile una matematica dell’essere, secondo la quale più il voto è alto più una persona vale.

Il voto corrompe. Il voto divide. Il voto classifica. Il voto separa.

Il voto è il più subdolo disintegratore di una comunità.

Il voto cancella le storie, il cammino, lo sforzo e l’impegno del fare insieme.

Il voto è brutale, premia e punisce, esalta ed umilia.

Il voto sbaglia, nel momento che sancisce, inciampa nel variabile umano.

Il voto dimentica da dove si viene.

I voti fanno star male chi li mette e chi li riceve; creano ansia, confronti, successi e fallimenti.

I voti distruggono il piacere di scoprire e di imparare, ognuno con i propri tempi facendo quel che può.

I voti disturbano la crescita, l’autostima e la considerazione degli altri.

_____________________________

 

La meritocrazia affascina molto perché usa una parola bella: il "merito"; ma siccome la strumentalizza e la usa in modo ideologico, la snatura e perverte.

La meritocrazia, al di là della buona fede dei tanti che la invocano, diventa una legittimazione etica della diseguaglianza.

Il nuovo capitalismo tramite la meritocrazia dà una veste morale alla diseguaglianza, perché interpreta i talenti delle persone non come un dono: il talento non è un dono secondo questa interpretazione ma è un merito, determinando un sistema di vantaggi e svantaggi cumulativi.

Il povero è considerato un demeritevole e quindi un colpevole. E se la povertà  è colpa del povero, i ricchi sono esonerati dal fare qualcosa.

(Papa Bergoglio)

_____________________________

 

E' fatale che la quasi totalità  delle prerogative umane, a livello però del solo istinto, convoglino il desiderio dell'uomo a considerare lo stato di necessità  della propria esistenza; di qui la peculiarità  degli intenti volta a favorire l'ambizione, l'orgoglio, la potenza e la crudeltà . E' tacito come una severa rinuncia a questi fattori negativi comporti se non la visione l'intuizione almeno di quelle alte sollecitazioni alle quali il pensiero si ispira per comprendere l'infinito e così vincere il terrore della morte.

(Gustavo Adolfo Rol)